21 anni... e un aspetto da bambina.
Ventuno anni fa, il 19 novembre 1990 alle ore 00.45, in una notte di pioggia calda e malinconica, nasceva una piccola bimba di nome Arianna.
Nessuno immaginava quanto questa donna sarebbe stata anticonformista, intensa, matta, sentimentale e allegra; ma nessuno immaginava neanche quanto avrebbe dovuto soffrire nei suoi primi vent’anni di vita.
Sì, perché il dolore è stato troppe volte… devastante. Pregiudizi e prese in giro distruttivi da parte di…ragazze; l’essere trattata in modo terribile da persone a cui volevi davvero bene; un funerale in cui ho rischiato seriamente di impazzire; ingiustizie su ingiustizie; quella depressione; dolore, dolore e poi ancora dolore; essere ancora in piedi ma essere disperata; il cuore che non batteva... è solo un breve misero elenco che non rende giustizia a tutto ciò che anno dopo anno – specialmente negli ultimi sei anni – mi ha fatto star male.
Ma non voglio assolutamente fare la vittima: in qualche modo ho sempre trovato la forza di rialzarmi, e poi comunque c’è chi è stato peggio.
E, quando ripenso alla mia vita, io sorrido e mi sento davvero felice per ogni cosa: non solo perché mi vengono subito in mente miliardi di grandi fortune che ho saputo riconoscere nel mio percorso (fortune che vanno da amici straordinari ad un sorriso da parte di un passante) ma soprattutto perché anche le cose negative sono state talmente intense da non poter oggi essere definite altro che meravigliose: sono state… emozioni forti, ed è questo quello che conta di più, alla fine.
Sì, perché io credo davvero di essere una persona che ha sempre dato tutto il possibile. Amo con tutta me stessa, se sono amica lo sono al cento per cento, quando soffro sto male sul serio così come quando rido ci metto tutto il mio cuore. Ho troppa voglia di voler bene, di amare, di soffrire, di aiutare gli altri; adoro le azioni in nome dell’amicizia, adoro perdonare – perché la vita è un dono troppo bello per non perdonare – e adoro tutto. Mi spaventa ma mi piace, il fatto di non conoscere in questo alcuna mezza misura: mi sento sempre piena di sentimento, sento sempre che ogni persona è davvero importante, ed ogni momento mi fa impazzire di amore e di vita. Mai potrei fare a meno neanche della sofferenza, e se potessi scegliere non tornerei indietro nemmeno per cancellare le situazioni peggiori… perché tutto è stato emozione, tutto è stato fondamentale e tutto fa parte di me. E sì, non chiedo altro che continuare a vivere come ho fatto finora, come questi ventun anni intensi in ogni minima emozione. Non chiedo altro che riuscire a sentire ancora in questo modo, qualunque cosa.
…Io devo tutto questo alla mia infanzia. È inesprimibile l’importanza che hanno avuto quegli anni nel far emergere il mio modo di essere: sempre al massimo e sempre me stessa.
Ho avuto un’infanzia e una prima adolescenza tutt’altro che monotone. Sì, stessi luoghi e stesse persone… ma ogni nuovo giorno era sempre una nuova avventura. Quello che non dimenticherò mai di quegli anni sono le corse magiche e le risate sotto i peggiori temporali; le lucertole; le mille pallonate in faccia e le altrettante coca cole bevute; gli scherzi scemi e non di rado i piccoli litigi… noi, ragazzini che corrono in bicicletta come selvaggi e che, dopo partite di rugby nel fango, tornano a casa sporchi e fradici come vagabondi... Alberto che sbatte al furgoncino; Kikko che urla per strada; il cielo che diventa nero all’improvviso; io e Lallu che ci rifugiamo dentro una macchina per il troppo freddo; mio fratello che si arrabbia; io e Manuel e i nostri piani scemi; Donatella che vola via; Alberto che difende chi l’ha appena picchiato; Lallu che mi regala quella rosa rossa e il bracciale d’oro – quel bracciale…; Gianmi che mi dice di scrivere; tutti loro che fanno a gara per prestarmi la propria felpa i giorni freddi perché io sì, in fondo ero una donna e loro erano maschi; la casetta e la bandiera; le battaglie a colpi di carrube senza pietà…
la vita che scorreva nelle vene quando urlavamo e correvamo per strada…
Degli anni successivi mi passano per la testa immagini, scene, pensieri: avventure ed emozioni nel mio amatissimo Liceo Classico, sempre una seconda casa; Bratislava dall’aereo; I ragazzi della via Pal; il mio critico di fiducia; l’hotel; quella strada che ho percorso mille volte avanti e indietro; Luca che mi cade addosso con i pattini; le ore al giorno per anni passate a spiegare latino e greco a lui, e poi chiudere e rispondere a tutte le ventimila chiamate degli altri per lo stesso motivo; guardare gli aerei o le navi in partenza; il bel Danubio blu; quando ti sembra di morire di dolore e disperazione; io e Mattia e la bicicletta; la prima volta che ho ascoltato Stairway to Heaven; 249; Javert; il cuore dell’Artista; il terrore in classe quando lei doveva interrogare; Kikko che torna qui dalla Germania perché lì il cielo è troppo grigio; mio fratello che dorme per terra perché io ho paura di uno stupido geco e non ci stiamo in due nel letto; quanto amo la parola DELIRIO; Roma la notte dell’11 ottobre 2011; quel messaggio di Roberta; c’è un motivo per cui odio l’alcool e provo terrore quando un amico beve; Matilde che batte le mani sul vetro; i due anni in cui ho smesso di scrivere perché il dolore era troppo grande; Lollo che mi telefona per suonarmi qualcosa, che mi dice ti voglio bene, che mi dice Io credo in te; c’è chi è morto per la patria...; tutto quello che ho provato nel leggere quella poesia che lui mi ha mandato; perché io ci credo sempre; papà con quel soffietto in mano; la notte maledetta in cui con Andrea abbiamo aspettato fino alle tre; Kikko che mi tira i capelli; la medaglia d’oro; la semplicità dell’Europa dell’est; Giada che mi dice ti amo; far capire a un matematico quanto possano essere straordinarie le capacità di un artista; Dario che mi dice “Da oggi ti chiamo primavera!!”; devi sentire il motore; tutte quelle penne consumate; quando mi sono resa conto che tutti i miei compagni mi volevano bene; la sua felpa rossa e bianca; io e Mattia che cantiamo I don’t want to miss a thing; Orione; voglio viaggiare; le coperte piene di lacrime e sudore notti su notti; Alessandra ti voglio tanto bene; la nascita di Gioggina; l’incendio e il paese pieno di fumo; l’alba del giorno dell’intervento al cuore ma quanto erano belle le stelle; sul tetto dell’Altare della Patria; Ari Fabio e Fra; Lorenzo che mi dice il tuo sogno è davvero meraviglioso; mio padre e l’idea della cunetta; mi sta scoppiando la testa; il ventidue in ogni senso; Daniele che piange; quelle strade sporche che hai imparato ad amare; avere il coraggio di dire per sempre; Vale in Finlandia; quando chiesi di poter toccare lui da morto; quante cavolo di parole ho cantato e suonato!; malato di depressione, malato di morte; Giulia… fantastica Giulia; Matteo che ride sulla spiaggia; quando all’improvviso abbiamo capito che riuscivamo ancora a gridare per strada; papà e il ventaglio fatto con i soldi; scoprire all’improvviso quanto ti stimano certe persone; Lorenzo che suona da solo; ti amo Matteo, Dio quanto ti amo; tramonti meravigliosi; quando,dopo anni di solitudine, incontri finalmente il tuo uomo… l’uomo della tua vita; il cuore che non andava più; notti disperate; perché nonostante tutto quel giorno in cimitero, quel giorno sì, quel giorno in cui io e Manuel siamo rimasti aggrappati l’uno all’altro, oh sì è stato bellissimo, girarmi e vedere che voi eravate lì a fianco a me, vedere che c’eravate davvero nonostante tempo e distanza, e comunicare solo con gli sguardi e neanche una parola, non me lo dimenticherò mai Kikko, Gianmi e soprattutto Alberto… e Saverio… Grazie, Saverio…; sto piangendo…; il dramma dell’Artista; nonna e il suo fuoco bellissimo; voglio scrivere, vorrei scrivere sempre, Dio quanto amo scrivere; ed è bellissimo quando ti rendi conto che hai fatto davvero bene a non arrenderti mai… e che MAI ti arrenderai; quella sera in macchina con Lallu, Dani e Gianmi in cui abbiamo creduto di morire nella tempesta; meraviglioso e straordinario senso di appartenenza a questi luoghi… a questa libertà… a questa vita…
la vita che scorre nelle vene in tutto ciò che faccio…
la vita che scorre nelle vene in tutto ciò che provo…
la vita che scorre nelle vene in tutto ciò che sono…
Tante volte nella sofferenza ho detto Vorrei essere qualcun altro.
…Non è mai stato vero.
Non scambierei la mia vita con la vita di nessun’altra persona al mondo.